Beh, di ritorno da Roma, non potevo non cimentarmi col “cacio e pepe”, che , per me, è la pasta più buona del mondo!
Sììììììììììì, io amo il pepe, anzi sono drogata, lo metterei anche nel latte tra un pò, e non mi crea nessuna infiammazione, anzi, ( come tra l’altro dice la cultura ayurvedyca indiana, crea il fuoco digestivo e ti fa dormire notti serene)……
Quindi cacio e pepe is my love.
A parte il delirio pepato vi do la ricetta, che di per sè e per sè è semplicissima ma…. è regolata da regole alchemiche di equilibri magici tra pecorino, pepe e acqua di cottura.
Teoricamente il segreto è la giusta proporzione tra pecorino e pepe ma, E SOPRATTUTTO !!!!, la giusta miscela con l’acua di cottura.
Beh, mi hanno detto che è venuta moooolto bene, e quindi vi riporto le mie mosse.
Innanzitutto la cacio e pepe per tradizione va con i tonnarelli o con i bombolotti.
I primi sono l’interpretazione romana dello spaghetto alla chitarra, sezione quadrata e larga, tenuta di cottura eccellente, corposo in bocca. I bombolotti sono un mix tra il pacchero , come spessore e corpo in bocca, e il rigatone, come forma e texture superficiale.
Siete da pasta corta o lunga? a voi la scelta.
Io ho scelto i bombolotti perchè quelli ho trovato nella nordica Torino!
INGREDIENTI:
Mooolto mooolto semplice ( e mooolto, mooolto difficile): grattuggiate il pecorino col pepe.
Cuocete la pasta.
Prelevate un mestolo pieno di acqua di cottura e aggiungetelo al formaggio e pepe, emulsionate con la frusta fino ad ottenere una crema morbida e liscia.
Scolate la pasta e conditela con la crema di pecorino e pepe, grattate un’ulteriore dose di formaggio e una grattata di pepe e … che dire?!? GODETE……!!!!!
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